LA CULTURA EUROPEA ALLA
VIGILIA DELLA GUERRA |
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| La grande
narrativa europea degli anni che precedono la prima guerra mondiale è percorsa dalla
consapevolezza di una crisi senza soluzione, dallincubo di una guerra mortale: da
Kafka a Mann, da Musil a Svevo, a Pirandello, la malattia manifesta un male attaccato alle
radici della persona, che è il simbolo della dissoluzione dellepoca moderna. La modernità muore, dei mali che essa stessa ha generato, nella Grande Guerra e nei totalitarismi che caratterizzeranno lEuropa del dopoguerra. |
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| In
particolare gli scrittori mitteleuropei denunciano la società disumana creata dai miti
razionalistici, come lautosufficienza delluomo e il progresso storico, e ne
mettono in evidenza la violenza. Lottimismo razionalistico porta luomo a
smarrire il significato della propria esistenza. Al vuoto si reagisce con
linasprimento della legge, della struttura, con lesaltazione della violenza,
della forza e del potere totalitario capace di ristabilire lordine dissolto. Sul sentimento della realtà visto come assurdo, come enigma, germina il seme della violenza. |