LA CANZONE DEL QUARNARO |
| La canzone del Quarnaro commemora l'impresa di tre MAS della Marina da guerra italiana, alla quale partecipō anche D'Annunzio. Popolaresca nel ritmo e nel linguaggio, come dimostra la presenza del ritornello, che torna leggermente variato alla fine di ogni strofa, e come dimostra anche la ripresa, alla fine del componimento, dell'intero motivo iniziale, interpreta meglio che non il diario in prosa, il senso della spedizione. La macabra ebrezza di lotta e di morte che ispira il componimento č frequentemente smorzata dal tono canzonatorio delle invettive antiaustriache e dal sarcasmo dela battuta plebea. Non manca neppure il tocco di qualche descrizione paesistica, che alleggerisce l'eccesso di retorica, spesso tipico della poesia dannunziana. |
Tibi cornua nigrescunt Siamo trenta d'una sorte, Siamo trenta su tre gusci, |
Con
un'ostia tricolore ognun s'č comunicato. Come piaga incrudelita coce il rosso nel costato, ed il verde disperato rinforzisce il fiele amaro. Eia, sale del Quarnaro! Alalā! Tutti tornano, o nessuno. Quella torna, con in pugno |
Il profumo
dell'Italia č tra Unie e Promontore. Da Lussin, da Val d'Augusto vien l'odor di Roma al cuore. Improvviso nasce un fiore su dal bronzo e dall'acciaro. Eia, patria del Quarnaro! Alalā! Ecco l'isole di sasso Il lentisco il lauro il mirto Dentro i covi degli Uscocchi
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Festa
grande. Albona rugge ritta in pič su la collina. Il ruggito della belva scrolla tutta Farasina. Contro sfida leonina ecco ragghio di somaro. Eia, guardie del Quarnaro! Alalā! Fiume fa le luminarie Dove son gli impiccatori Dove sono gli ammiragli |
| Da Lussin alla Merlera, da Calluda ad Abazia, per il largo e per il lungo siam signori in signoria. Padre Dante, e con la scia facciam "tutto il loco varo". Eia, mastro del Quarnaro! Alalā! |
Siamo trenta su tre
gusci, 11 febbraio 1918 |
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