WILFRED OWEN (1893-1918)
 

Questa poesia parla della morte di un uomo, uno dei tanti al fronte. Quest’uomo veniva svegliato ogni giorno dal sole, quando era a casa e anche quando era in Francia: ora però il sole non può più svegliarlo perché è stato ucciso. Il poeta si chiede, in un gioco di illusioni e metafore, perché il sole è in grado di svegliare tutti, persino la terra quando fu creata, tutti tranne questo povero soldato che ha sacrificato la sua vita per la patria.

Futility

Move him the sun –
Gently its touch awoke him once,
At home, whispering of fields unsown.
Always it woke him, even in France,
Until this morning and this snow.
If anything might rouse him now
The kind old sun will know.
Think how it wakes the seeds, –
Woke, once, the clays of a cold star.
Are limbs, so dear-achieved, are sides,
Full-nerved – still warm – too hard to stir?
Was it for this the clay grew tall?
– O what made fatuous sunbeams toil
To break earth’s sleep at all?

 

Futilità

Spostalo nel sole
Una volta il suo tocco lo svegliava gentilmente,
A casa, sussurro di campi non seminati.
lo svegliava sempre, perfino in Francia,
Fino a questa mattina e a questa neve.
Se qualcosa potesse svegliarlo adesso
Il gentile vecchio sole lo saprebbe.
Pensa come risveglia i semi,
Svegliò, una volta, il cuore di una fredda stella.
Sono i suoi cari arti, i suoi fianchi
ricchi di nervi, ancora caldi, così difficili da muovere?
È stato per questo che il cuore è diventato grande?
Oh, per quale ragione faticarono gli sciocchi raggi del sole
Per interrompere il sonno della terra?

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Caduti inglesi sul campo di battaglia di Neuve-Chapelle il 10 marzo 1915, in una fotografia tedesca
(Kriegsarchiv, Vienna)

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