ISAAC ROSENBERG (1890-1918)
 

In questa poesia emerge tutta la drammaticità della guerra di trincea.
Qui tutto è surreale, tutto viene sconvolto dalla guerra. L’immagine di un papavero viene contrapposto a un ratto, un animale spregevole che, paradossalmente, prova ribrezzo per l’uomo. Il ratto è persino "cosmopolita" e il poeta lo invidia perché può conoscere persone di tutte le nazionalità e può attraversare il prato verde che separa le trincee.
Il tempo scorre piano e tutto ciò che di bello esiste in natura viene ridimensionato e visto nelle sue sembianze peggiori (il cielo sereno con un forte vento). L’unica speranza, la vita, è rappresentata da quel papavero che sanguina perennemente e che tutti possiedono. Il poeta porta il suo papavero dietro l’orecchio ma col tempo si è coperto di polvere ed è diventato bianco.

Break of day in trenches

The darkness crumbles away –
It is the same old druid Time as ever.
Only a live thing leaps my hand –
A queer sardonic rat –
As I pull the parapet’s poppy
To stick behind my ear.
Droll rat, they would shoot you if they knew
You cosmopolitan sympathies
(And God knows what antipathies).
Now you have touched this English hand
You will do the same to a German –
Soon, no doubt, if it be your pleasure
To cross the sleeping green between.It seems you inwardly grin as you pass
Strong eyes, fine limbs, haughty athletes
Less chanced than you for life,
Bonds to the whims of murder,
Sprawled in the bowels of the earth,
The torn fields of France.
What do you see in our eyes
At the shrieking iron and flame
Hurled through still heavens?
What quaver – what heart aghast?
Poppies whose roots are in man’s veins
Drop, and are ever dropping;
But mine in my ear is safe,
Just a little white with the dust.

L' albeggiare nelle trincee

L’oscurità si sgretola
E’ lo stesso vecchio druido Tempo  di sempre
Solo una cosa vivente salta la mia mano
Uno strano topo sardonico
Mentre colgo il papavero dal parapetto
Per metterlo dietro il mio orecchio
Comico topo, ti sparerebbero se sapessero
Le tue simpatie cosmopolite
(E Dio sa quali antipatie).
Ora che hai toccato questa mano inglese.
Farai lo stesso con una tedesca
Presto, senza dubbio, se è tuo piacere
Attraversare il prato dormiente
Sembra che tu sorrida intimamente quando attraversi
I forti occhi, gli arti sottili , atleti altezzosi
Meno fortunati di te nella vita,
legati ai capricci dell’assassinio,
Stravaccati nelle viscere della terra,
Campi lacerati di Francia
Cosa vedi nei nostri occhi
Allo stridente ferro e fiamme
Scagliati attraverso i cieli tranquilli ?
Quali tremiti –quale cuore attonito?
I papaveri le cui radici sono nelle vene dell’uomo
Cadono, e cadono sempre;
ma il mio nel mio orecchio è al sicuro,
solo un poco imbiancato dalla polvere.

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Fotogramma di un filmato inglese di guerra: il 1° luglio 1916, giorno di inizio della battaglia della Somme, i soldati escono dalle trincee (Imperial War Museum)


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